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Cos’hanno in comune il Pulcino Pio e l’esibizione di suor Cristina a The Voice of Italy?

Milioni di clic e di condivisioni, commenti e parodie: Il Pulcino Pio e suor Cristina aprono rispettivamente le classifiche dei top 10 video (musicali e non) più popolari in Italia da quando YouTube è stata lanciata, dieci anni fa.

In questi 10 anni YouTube ha superato il miliardo di utenti unici mensili nel mondo. Persone che ogni giorno guardano, commentano, condividono un universo sconfinato di contenuti: dalla musica ai video tutorial, dal gaming al comedy show. Al contempo, grazie al programma di partnership, YouTube ha consentito ai creator di talento di guadagnare dalla pubblicità sui propri video e ha contribuito alla nascita di vere e proprie star mediatiche.

Grazie ai loro video su YouTube abbiamo potuto conoscere artisti come Fedez, con ben due video nella classifica musicale, entertainer come Frank Matano, al secondo posto nella classifica dei video non musicali, i The Jackall, con la popolare parodia di Gomorra o maestri del gaming come Favij, recente vincitore del Golden Play Button per aver superato il milione di iscritti al canale.

Ma in questi anni YouTube è cresciuta anche come piattaforma per la promozione dei brand che su questo mezzo hanno potuto sperimentare nuove creatività e raggiungere milioni di persone, come nel caso della campagna Dove Real Beauty Sketches.

Ecco le lista dei 10 video musicali e non più popolari in Italia negli ultimi 10 anni:

TOP 10 VIDEO MUSIC 
Pulcino Pio: Pulcino Pio (Radio Globo)
Psy: Gangnam Style
Enrique Iglesias: Bailando (Español) ft. Descemer Bueno, Gente De Zona
Jennifer Lopez: On The Floor feat Pitbull DisneyChannelIT
Fedez: Cigno Nero feat Francesca Michielin
Shakira: Waka Waka (This Time for Africa) (The Official 2010 FIFA World Cup™ Song)
Tacabro: Tacatà - Tacata’
Fedez: Magnifico feat Francesca Michielin
Eminem: Love The Way You Lie feat Rihanna
Miley Cyrus: Wrecking Ball

TOP 10 VIDEO GENERALI
The Voice of Italy: Suor Cristina Scuccia
Frank Matano: Scorregge sulla gente al parco
Micheal Righini: Io odio gangnam style
DisneyChannelIT: Violetta - nel mio mondo
Dove Italia: Dove Real Beauty Sketches
FavijTV: momenti epici nei videogames! #7
Universal Pictures International Italy: Cinquanta sfumature di grigio trailer italiano
WaltDisneyStudiosIT: Frozen
The Jackall: Gli effetti di Gomorra la serie sulla gente #2
ChristianIce: Matteo Renzi e l'inglese - Shish is the word

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In occasione del 70’ anniversario della fine della guerra, Google Cultural Institute ha collaborato con 27 Musei ed istituzioni culturali in tutto il mondo per portare online importanti e rare collezioni storiche. Queste istituzioni sono custodi della mostra memoria storica e contribuiscono a proteggere e condividere storie e documenti critici del passato. Oggi, in collaborazione con Google Cultural Institute, curatori esperti hanno portato alla luce queste memorie e condiviso i momenti e le storie che sono stati cambiati per sempre dal conflitto.

In Italia l’Istituto Storico della Resistenza in Toscana narra, attraverso fotografie, ritratti, articoli di giornali e documenti d'archivio, le storie di soldati di origine italiana negli eserciti alleati: Stati Uniti, Brasile e Paesi del Commonwealth. Nonostante le accuse di filo­fascismo, le comunità italiane all’estero dimostrarono piena lealtà ai loro paesi di adozione anche attraverso l'arruolamento, combattendo sui vari fronti di guerra compresa l'Italia, loro terra d’origine.
“L’etnicita’ in guerra” a cura dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana
Nato nel 1949 per rivitalizzare il territorio italiano segnato brutalmente dal conflitto, il premio Gallarate, narrato nella mostra del Museo MAGA disponibile anche nella app per smartphone e tablet, presenta il percorso degli artisti che si sono confrontati sul come e cosa narrare a proposito della guerra, negli anni Cinquanta e Sessanta.
Il premio Gallarate ed il racconto della Seconda Guerra Mondiale” a cura del Museo MAGA
Il nuovo canale dedicato alla Seconda Guerra Mondiale include molte più opere e storie rare e significative, dai poster di propaganda tedeschi alle immagini della ricostruzione di Manila dopo il conflitto. Ci auguriamo che vogliate scoprirle, conoscerle meglio e ricordare su google.com/culturalinstitute/project/second-world-war.

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Inseriresti i tuoi username e password in questa pagina?
Questa sembrerebbe una normalissima pagina di accesso a un account, ma non lo è. È una pagina di “phishing”: un sito creato da persone che spingono gli utenti a inserire le loro password per rubargliele. Se inserite la vostra password in questi siti, queste persone possono accedere al vostro account, spesso senza che voi ve ne accorgiate. Truffe come questa sono tanto diffuse quanto dannose: i più efficaci attacchi di phishing vanno in porto nel 45% dei casi, circa il 2% dei messaggi in arrivo su Gmail sono creati appositamente per ottenere le vostre password e ogni giorno milioni e milioni di email di phishing vengono inviate attraverso diversi sistemi online.

Per aiutarvi a rendere il vostro account sicuro, oggi lanciamo Password Alert, un’estensione di Chrome, open source e gratuita, che protegge i vostri account Google e Google Apps for Work. Una volta installata, Password Alert vi mostrerà un avviso ogni volta che inserirete la vostra password Google in un sito diverso dalle pagine di accesso al vostro account Google. Vi proteggerà da attacchi di phishing e vi incoraggerà a utilizzare password diverse per siti diversi, una pratica efficace per tutelare i vostri account.

Ecco come funziona: una volta installata e avviata Password Alert, Chrome memorizzerà una versione codificata della password del vostro account Google. Questa informazione viene memorizzata per ragioni di sicurezza e non viene condivisa in nessun modo. Se, da quel momento in poi, doveste digitare la vostra password in un sito che non è una pagina di accesso al vostro profilo Google, Password Alert vi mostrerà una notifica come questa qui sotto. L’avviso vi ricorderà che siete a rischio di phishing, così potrete aggiornare la vostra password e proteggere i vostri dati.
Password Alert è disponibile anche per gli utenti di Google for Work, inclusi Google Apps e Drive for Work. L’amministratore dei vostri account può installare Password Alert per tutti gli utenti dei domini che gestisce: in questo modo tutti potranno ricevere avvisi nel caso in cui Password Alert rilevi un possibile problema. Questo strumento aiuta a individuare attacchi e tentativi di irruzione negli account degli impiegati della vostra azienda e può anche ridurre l’uso ripetuto delle stesse password. Gli amministratori possono trovare ulteriori informazioni nel Centro assistenza.

Siamo impegnati su diversi fronti per proteggere gli utenti da attacchi di phishing. Aggiorniamo costantemente la nostra tecnologia di Navigazione sicura, che protegge oltre 1 milione di utenti di Chrome, Safari e Firefox da phishing e da altri siti dannosi utilizzando notifiche ben visibili in rosso acceso. Offriamo anche strumenti come la verifica in due passaggi e il token di sicurezza, che potete utilizzare per proteggere i vostri account Google e navigare in tutta sicurezza. Non dimenticatevi, poi, che potete fare un controllo sulla sicurezza in qualsiasi momento, per verificare che le informazioni di sicurezza e protezione associate al vostro account Google siano sempre aggiornate. Per provare a utilizzare Password Alert, visitate il Chrome Web Store o le nostre FAQ.

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Un rapporto dell’Unione Europea evidenzia che entro il 2020 ci saranno 900 mila posti di lavoro non occupati in Europa a causa della mancanza di competenze digitali tra i giovani. Il mercato digitale europeo e' piu' ampio di quanto si pensi e le possibilità di occupazione e di crescita per giovani e imprese sono innumerevoli.
Cosa fare per accelerare il processo che porterà giovani e imprese a cogliere queste opportunità?

Come Google abbiamo assunto l’impegno di formare 1 milione di persone al digitale entro il 2016 in Europa, con un investimento di 25 milioni di euro. In Italia ci siamo già mossi in questa direzione.

Il mese scorso, insieme alla Fondazione Mondo Digitale abbiamo inaugurato a Roma le Officine dei Nuovi Lavori, uno spazio dove formeremo oltre 10 mila giovani (NEET) nei prossimi due anni proprio sulle competenze digitali: dal digital manufacturing alle realtà immersive.

Inoltre, da alcune settimane sono disponibili nuove borse di studio per portare a 150 il numero di giovani digitalizzatori, all’interno del progetto Made in Italy: eccellenze in digitale (che si aggiungono ai 104 dell’anno scorso) che aiuteranno le imprese tradizionali a dotarsi di una presenza digitale e a potenziare le loro attività di internazionalizzazione grazie ai canali online (c’è tempo fino a giovedi 30 aprile per inviare la propria candidatura).

Oggi uniamo le forze con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e con Unioncamere per fare uno sforzo 10X e offrire formazione a giovani in cerca di occupazione, e favorirne l'inserimento nel mondo del lavoro attraverso tirocini formativi nelle imprese. Grazie al progetto “Crescere in Digitale” agli oltre 500.000 giovani iscritti a Garanzia Giovani verrà offerta l’opportunità di seguire un percorso formativo per acquisire competenze digitali strategiche per l'inserimento nel mondo del lavoro, che include: 
  • Formazione online: un percorso formativo di almeno 50 ore, erogato su una piattaforma offerta da Google, i cui contenuti verranno identificati e certificati dal Comitato Scientifico del progetto. A conclusione del percorso formativo, attraverso un test online verranno selezionati i giovani che potranno partecipare ai laboratori di gruppo locali.
  • 120 laboratori di gruppo locali (ciascuno di 50 persone): per avviare i giovani a un tirocinio oppure ad attività imprenditoriale. Organizzati da Unioncamere coinvolgendo le associazioni di imprese, i laboratori potranno avere un focus tematico-settoriale oppure territoriale.
  • fino a 3000 tirocini in aziende tradizionali da avvicinare al digitale, organizzazioni d’impresa, agenzie web, grandi imprese. I tirocini avranno durata di 6 mesi e saranno retribuiti (500€ al mese) attraverso un finanziamento del programma “Garanzia Giovani”. Nessun costo ricadrà sulle imprese ospitanti, che anzi riceveranno un bonus fino a 6 mila euro in caso assumano il giovane dopo il tirocinio. Le attività dei tirocinanti saranno supportate, monitorate e coordinate in tempo reale attraverso una community di esperti.


Già da oggi le imprese possono manifestare interesse per ospitare un giovane tirocinante e presto avremo novità su formazione e tirocini.

Stay tuned!

Scritto da Giorgia Abeltino, Head of Public Policy di Google in Italia 

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Oggi siamo lieti di presentarvi il primo dispositivo per Android TV disponibile sul mercato italiano: Nexus Player.
Frutto della collaborazione con Asus, Nexus Player è un dispositivo per lo streaming di contenuti multimediali come film, musica e video, oltre ad essere il primo del suo genere ideato per il gaming.
Con Nexus Player potrete godervi i vostri giochi Android anche in TV grazie a un apposito gamepad e continuare a giocare dal vostro telefono quando siete fuori casa.
Potrete guardare film memorabili e video virali direttamente da Google Play e YouTube o accedere alle vostre App preferite come Vevo o Dailymotion, sviluppate apposta per la piattaforma Android TV.
Inoltre, dato che la tecnologia Google Cast è già integrata in Nexus Player, potrete trasmettere in TV facilmente le app d’intrattenimento che già usate con Chromecast, come Infinity, Just Dance Now, Musixmatch e molte altre, tutte compatibili con Nexus Player.
Nexus Player è disponibile per l’acquisto già da oggi sul Google Play Store al prezzo di € 99 e € 49 per il gamepad.

Maggiori informazioni disponibili qui.

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Sono diverse decine di migliaia le istituzioni non profit attive in Italia, riflesso di un settore che sta diventando sempre più rilevante per lo sviluppo sociale, oltre che economico, del nostro Paese. Anche per loro, il web è diventato una piattaforma essenziale di visibilità e di relazione con volontari e sostenitori.

Per questo siamo felici di annunciare l’arrivo in Italia di Google per il non profit. In collaborazione con TechSoup Italia (programma internazionale di donazione di tecnologia per il terzo settore) a partire da oggi le organizzazioni non profit italiane, in possesso dei requisiti di idoneità, potranno avere accesso gratuito ad una suite di strumenti e tecnologie di Google.

Come? Dopo essersi registrate su Google per il non profit e completata la verifica dei requisiti di idoneità attraverso Techsoup Italia, le associazioni potranno beneficiare gratuitamente di:

  • Google Ad Grants, grazie ai quali è possibile creare campagne di comunicazione online con Google AdWords, fino ad un valore pari a 10,000 dollari di disponibilità mensile, e promuovere cosi il sito della propria organizzazione e acquisire nuovi sostenitori; 
  • Google Apps per il non profit, la suite di strumenti di produttività e collaborazione - che include Gmail, Google Drive, Google Calendar - per ridurre gli investimenti necessari in tecnologia avvalendosi dell’infrastruttura di Google; 
  • YouTube per il non profit, per creare campagne capaci di catturare l’attenzione di donatori e sostenitori;
Molte organizzazioni nel mondo stanno già utilizzando con successo questo programma per reclutare nuovi volontari, raccogliere fondi e dare visibilità al proprio lavoro. Tra queste, ad esempio l’Unicef, attraverso Google Ad Grants, ha potuto aumentare del 100% il traffico verso il proprio sito web e il verso il negozio online, aprendo le porte a opportunità di raccolta fondi online che altrimenti sarebbe stato impossibile ottenere.

Anche in Italia diverse associazioni stanno già sperimentando questi strumenti:

"La tecnologia Google ha rappresentato un grande passo in avanti nella gestione delle attività della nostra organizzazione. Tre le caratteristiche che apprezziamo particolarmente: efficienza, semplicità e intuitività. - afferma Fabiana Amelini, Responsabile Relazioni Esterne del Moige - Movimento Italiano Genitori onlus. - La possibilità di condividere documenti e lavorare simultaneamente agevola i processi interni e di collaborazione esterna, accorciando le distanze e ottimizzando tempi e risorse."

"In Save the Children crediamo da sempre nelle potenzialità dei canali digitali e fin dall'inizio delle nostre attività in Italia, quando eravamo ancora una piccola organizzazione con risorse e budget davvero limitati, abbiamo testato nuovi canali online di raccolta fondi e comunicazione. In questo senso - secondo Lorenzo Catapano Head of Digital Media, Save the Children - la possibilità di utilizzare in prima persona e con costi quasi nulli i servizi messi a disposizione da Google, come nel caso del programma Grants, ci ha permesso progressivamente di aumentare i nostri investimenti nel fundraising online e nella formazione digital dello staff. Negli ultimi anni, la raccolta fondi generata a partire da questi canali è cresciuta notevolmente e ad oggi i prodotti messi a disposizione da Google ci permettono di offrire modalità di supporto all'organizzazione semplici e immediate, di analizzare facilmente il ROI delle nostre campagne online e di comunicare in maniera sempre più diretta e coinvolgente con i nostri sostenitori."

“Lavorare con i prodotti di Google ci ha permesso di ottimizzare i processi all'interno della nostra associazione. Quando una onlus diventa più grande e strutturata, infatti, è come una piccola azienda, ha bisogno necessariamente di una piattaforma di collaborazione. In questo caso la suite Google Apps ci ha permesso di lavorare meglio, collaborando sia al nostro interno che con i nostri referenti esterni.” A sostenerlo è Christian Pezzin, di Informatici senza Frontiere, che aggiunge: “Il programma Google Grants è un’altra fonte importante di visibilità, perchè che ci permette di creare campagne ad hoc in base ai vari eventi, alle nostre iniziative, ed anche per la raccolta fondi del 5x1000. Infine, il programma YouTube for non-profit e Google Earth Outreach sono e saranno fondamentali per migliorare la comunicazione video, sempre più importante in realtà come la nostra, e per fare progetti di integrazione dove il dato geografico è rilevante. Sicuramente è una suite completa, facile da usare e disponibile a tutti, che aumenta il senso di appartenenza alla nostra onlus, aiutandoci a raggiungere sempre di più la nostra missione quotidiana di volontari nella lotta al digital divide.”

"Telefono Azzurro, da 27 anni a disposizione di bambini e adolescenti 24 ore al giorno e 365 giorni l'anno, utilizza gli strumenti messi a disposizione da Google for non-profit per raggiungere chi ha bisogno di un aiuto concreto e cerca sul web una risposta, diffondere la propria mission e reclutare nuovi volontari rispondendo all'interesse di tanti giovani mossi dal desiderio di mettersi al servizio - dichiara Daniele Domenico Vasapollo, CRM & Fundraising Specialist di Telefono Azzurro. Una modalità nuova per chi ogni giorno cerca risposte innovative a sfide che evolvono velocemente insieme alle nuove tecnologie e che vuole essere presente in tutti quei luoghi, reali o virtuali, in cui i più piccoli e più indifesi possono trovarsi in situazioni di pericolo".

Con il lancio di Google per il non profit in Italia, ci auguriamo che molte altre organizzazioni non profit riescano a crescere attraverso i nostri strumenti. Per saperne di più, visitate Google per il non profit e la sezione dedicata alle domande frequenti sul sito di Techsoup Italia.

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Ci siamo passati tutti: abbiamo uno smartphone in mano, lo utilizziamo per accedere ad un sito internet e per tutta risposta ci troviamo su pagine difficili da leggere o da navigare; questo perché non sono ottimizzate per una fruizione da dispositivi mobili.

Con la crescita nell’utilizzo di smartphone per la ricerca su Internet, vogliamo essere sicuri che quando cercate su Google possiate trovare contenuti non solo rilevanti e al momento giusto ma anche semplici da leggere e con cui interagire, anche se vi accedete da mobile o da schermi di dimensioni inferiori rispetto a quelle abituali.

La mancanza di ottimizzazione per dispositivi mobile è un problema anche per chi produce contenuti per il web dato che le persone tendono ad abbandonare la navigazione di siti che non sono preparati per un utilizzo adeguato da mobile. Gli studi indicano che il 74% degli utenti è maggiormente predisposto a ritornare su siti mobile-friendly. Ecco perchè stiamo incoraggiando i webmaster a creare dei siti che evitino le insidie dei testi di piccole dimensioni o dei formati difficili da navigare a favore di pagine che invece possano offrire ai visitatori un’esperienza di qualità anche da mobile.

Lo scorso novembre abbiamo introdotto l’etichetta “mobile-friendly” per notificare alle persone quali link tra i risultati di ricerca portavano a delle pagine ottimizzate per dispositivi mobile e fornito risorse per aiutare i webmaster a realizzare siti di questo tipo. Da oggi nel ranking dei risultati di ricerca forniti su telefoni cellulari iniziamo ad implementare un cambiamento annunciato già da due mesi e che tiene in considerazione se un sito è ottimizzato per dispositivi mobili o meno.

Tenete presente che questo è solo uno degli oltre 200 elementi che valutiamo per fornire i migliori risultati di ricerca. I siti che non sono mobile-friendly non scompariranno dai risultati di ricerca su dispositivi mobili, anzi potrebbero posizionarsi anche più in alto se offrono contenuti di valore e che soddisfano le esigenze delle persone.

Se utilizzate la ricerca Google da dispositivi mobili da oggi potrete accedere in modo ancora più semplice a risultati di alta qualità, rilevanti e dove il testo è leggibile anche senza dover fare tap o zoom sullo schermo, dove c’è il giusto spazio tra le sezioni che prevendono dei tap e la pagina non fornisce contenuti non visualizzabili o obbliga allo scorrimento orizzontale.

Solo nei due mesi che sono passati da questo annuncio, abbiamo visto un miglioramento di 4.7 punti percentuali nella proporzione di siti che sono mobile-friendly e ci auguriamo di vederne un numero ancora maggiore nei prossimi mesi.

Il nostro sistema di ranking da oggi terrà conto se un sito è mobile friendly o meno per favorire pagine web che sono state ottimizzate per una fruizione da dispositivi mobili, come si può vedere nell’immagine qui sopra
La buona notizia è che questo cambiamento non è oneroso o troppo impegnativo a livello di tempo: è semplice come sistemare le impostazioni di un sito web o scegliere il design che preferite. Anche se doveste decidere di ridisegnare completamente il vostro sito, i siti di piccole imprese che hanno 10-20 pagine potrebbero essere completati nell’arco di un giorno o poco più.

I webmaster possono controllare se il loro sito è mobile-friendly esaminando le singole pagine con il Test di Compatibilità con dispositivi mobili o controllare lo stato di tutto il sistema attraverso il Test di usabilità sui dispositivi mobili che si trova negli Strumenti per Webmaster.

Una volta che un sito diventa mobile-friendly, ci occuperemo di processare automaticamente quelle pagine (e il webmaster può accelerare la procedura utilizzando lo strumento di Scansione e rendering con lo strumento Visualizza come Google).

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Come tutte le leggende che si rispettino, il Mostro di Loch Ness trascende l’ordinario e vive ai confini della realtà. Resiste nel tempo, alimentato da presunti avvistamenti e bufale, da segnalazioni e falsi allarmi, da curiosità, patriottismo e storie di rapimenti.
Loch Ness sopravvive grazie ai racconti della gente. Che ci si creda davvero o no, la maggior parte delle persone ha un’idea romanzata della creatura che, secondo la leggenda, vive nelle profondità del Lago.
Affettuosamente chiamato “Nessie”, esiste nelle tradizioni popolari e danza nei sogni dei bambini, inserendosi nella nostra società, ispirando musica, cultura pop e narrativa popolare.




Per celebrare l’anniversario della pubblicazione della “Surgeon’s Photograph” nel 1934, – la più celebre foto mai scattata nella storia di Loch Ness (o forse la più grande bufala di tutti i tempi) abbiamo reso disponibile su Street View di Google Maps le panoramiche a 360 gradi di Loch Ness in modo che tutti possiate cercare Nessie.
Ovunque vi troviate nel mondo, da oggi potrete saperne di più sull’esistenza della famigerata creatura che vive in Scozia. Catturati dalla sua misteriosa bellezza, navigherete sulle cupe acque del lago, la cui oscurità permette a Nessie di nuotare indisturbata. Non abbiate paura di abbandonarvi all’immaginazione: acque increspate, giochi di luce e tronchi sommersi fanno di una leggenda la realtà.
Adrian Shine, leader del Loch Ness&Morar Project, ha iniziato le sue ricerche nel 1973 e da lì non si è più fermato. Oltre ad aver registrato più di mille avvistamenti, è in grado di fornire spiegazioni scientifiche sul perchè la gente sostiene di aver visto la misteriosa creatura.
Formato dall’unione di più corsi d’acqua - inclusi i fiumi Oich e Bona Narrows, che lo cingono rispettivamente da Sud a Nord – Loch Ness si estende per 23 miglia a Sud della città di Inverness. Sebbene non sia uno dei laghi più vasti di Scozia – nè per espensione, nè per profondità - è invece il più grande per volume e contiene più acqua dolce di tutti i bacini di Inghilterra e Galles messi insieme. I fondali, che toccano quasi gli 800 piedi, celano un mondo nascosto e incantato, che alimenta giorno dopo giorno il mito di Nessie.
Loch Ness, vista sott'acqua
Per permettervi di esplorare al meglio questo luogo abbiamo collaborato con il Catlin Seaview Survey. Si sono immersi nelle profondità del lago con delle speciali apparecchiature in grado di raccogliere immagini nonostante l'oscurità delle acque e aspettando il momento giusto per riapparire alla luce della superficie.
Che crediate o meno all’esistenza di Nessie, la leggenda continua a sopravvivere - perfino nell’era digitale. Gli studi su Loch Ness superano di gran lunga quelli condotti su alcune storiche istituzioni - come Buckingham Palace e il Peak District. Mentre noi di Google celebriamo Nessie con il Doodle del giorno, speriamo che voi possiate rivivere al meglio uno dei siti più storici e più mozzafiato che la Scozia ha da offrire. Questo, da oggi, sarà possibile grazie a Street View di Google Maps.

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Dopo 180 giorni, oltre 20 mila imprese incontrate in oltre 50 camere di commercio in tutta italia per gli oltre 100 digitalizzatori del progetto “Made in Italy: eccellenze in digitale” è arrivato il tempo di passare il testimone. Sono aperti i bandi per l’assegnazione di 128 nuove borse di studio per giovani digitalizzatori messe a disposizione da noi di Google e da Unioncamere per diffondere le competenze digitali tra le imprese italiane e aiutarle a crescere nel mercato locale e internazionale.



Insieme ad Unioncamere e alle Camere di Commercio abbiamo deciso di investire per offrire 128 nuove borse di studio per giovani evangelizzatori del digitale. 128 opportunità aperte a laureandi, neolaureati e diplomati che, per un periodo di 9 mesi opereranno all’interno delle 64 Camere di Commercio che hanno aderito all’iniziativa e lavoreranno a stretto contatto con i funzionari delle camere e con le imprese del territorio con l’obiettivo di favorire la digitalizzazione delle PMI del territorio e accrescendo la competitività di quei sistemi territoriali in cui sono presenti prodotti di eccellenza del Made in Italy.

Opportunità che spesso si traducono in chance di lavoro o di dare vita ad una propria impresa come è accaduto a Giorgio Isabella, 31 anni, che nel 2013 era tra i primi 20 digitalizzatori del progetto pilota che ha dato origine a Eccellenze in Digitale e oggi alla guida di Lux Made in - un e-marketplace delle creazioni orafe con cui aiuta gli artigiani italiani a farsi conoscere sul web, o come Francesco Berni, ex borsista del progetto ed adesso Digital Strategist di Azzurra Ceramiche.

Che aspettate? I bandi completi sono disponibili sul sito Eccellenze in digitale e sul sito dell’Istituto Guglielmo Tagliacarne nella sezione dedicata al progetto.

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In occasione della celebrazione dei 130 anni dalla fondazione de Il Resto del Carlino, Google collabora con l’editore Monrif nel contesto delle iniziative Net Campus e Future Digital Experience Award. Matt Cooke, del Google News Lab, prenderà parte all’Open Day di Net Campus organizzato il 20 aprile presso la sede de Il Resto del Carlino a Bologna per fare formazione agli studenti universitari su come utilizzare al meglio gli strumenti di Google per il lavoro giornalistico.

La collaborazione nell’ambito del Future Digital Experience Award, inoltre, prevede che al vincitore del concorso venga assegnata una borsa di studio per frequentare i corsi de “L’Officina dei Nuovi Lavori” di Roma, il progetto di Google e Fondazione Mondo Digitale dedicato alla diffusione delle competenze digitali tra i giovani. Tutti e tre i finalisti del concorso riceveranno inoltre uno smartwatch.